Centro di Aiuto alla Vita

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On. Carlo Casini - FINE VITA:  Il dibatto attuale    Monterotondo 11 novembre 2012
 
    di Elena Andreotti* (per gentile concessione di ChieSabina bimestrale diocesano)

L'on.le Carlo Casini, europarlamentare, Presidente del Movimento per la Vita Italiano, ha trattato il tema "Fine vita: il dibattito attuale" nell'incontro avvenuto l'11 novembre presso il Centro Pastorale della Parrocchia di Gesù Operaio a Monterotondo. Nonostante il maltempo, una settantina di coraggiosi ha partecipato con molta attenzione, vista la quantità di domande che sono state fatte al relatore. L'evento è stato organizzato dal Centro di Aiuto alla Vita di Tor Lupara che si impegna a diffondere una cultura della vita sia con la testimonianza personale e l'attività assistenziale sia organizzando eventi formativi. Carlo Casini ci ha ricordato On. Carlo Casini insieme a Mons. Paolo Gilardi Vicario Vescovilei fatti che hanno reso urgente una normativa su quello che in quel momento era chiamato comunemente "testamento biologico": il 9 gennaio 2009, a seguito della sentenza della corte di appello di Milano, muore, perché privata di alimentazione ed idratazione, Eluana Englaro, da molti anni in stato vegetativo persistente. Tutto questo malgrado ci sia un articolo del Codice Penale che punisce l' "omicidio del consenziente". Questa storia si intreccia con la vicenda politico amministrativa perché un mese dopo la Consulta di Bioetica laica, di cui faceva parte Beppino Englaro, presentò la proposta di legge per legalizzare l'eutanasia. La proposta di legge attuale che sta seguendo l'iter approvativo, il ddl Calabrò, è impostata sull'alleanza terapeutica e sulla non vincolabilità delle dichiarazioni anticipate di trattamento (D.A.T.). Il medico dovrà motivare la decisione di non dare seguito alle richieste del paziente. Purtroppo a breve ci saranno le elezioni e l'iter approvativo ricomincerà da capo. Un momento dell'incontro con l'On. Carlo CasiniCon il mutare dello scenario politico, Casini non spera molto in una buona legge, dato che in tutto il mondo c'è una spinta a regolarizzare l'eutanasia. In una società poco solidale, che promuove l'individualismo e valuta prevalentemente con criteri economici, gli anziani e le persone molto malate sono un peso, così si esalta la "libertà" o il diritto di decidere se morire. Ma, dice Casini, se esiste un diritto di morire non hanno senso i tanti divieti che vertono a salvaguardare la salute e la vita come le norme stradali, le leggi antinfortunistiche ecc. Tuttavia esiste il diritto a rifiutare le cure, sancito dall'art. 32 della nostra Costituzione: nessuno può essere obbligato, salvo che la legge disponga diversamente. E' chiaro che se sono cosciente sono libero e gli strumenti per arrivare ad una soluzione soddisfacente sono il consenso informato e l'alleanza terapeutica con il medico. Chi è privo di coscienza non è in condizione di manifestare le sue volontà e di fare scelte libere, perciò va seriamente tutelato. L'onorevole Casini ha poi parlato dell' iniziativa europea dei cittadini "Uno di noi" per richiedere alle istituzioni europee di riconoscere il diritto alla vita del bambino concepito e non ancora nato, avvalendosi del nuovo strumento di democrazia partecipativa stabilito dall'art. 11 del Trattato di Lisbona. Almeno un milione di cittadini di almeno 7 stati membri possono chiedere un atto giuridico di cui le Istituzioni europee devono tenere conto. Per ulteriori informazioni vi invito a visitare i siti www.oneofus.eu  e www.unodinoi.mpv.org

* bioeticista

 

   
       
       
       
       
 

DOCUMENTI

     
  Volantino dell'evento  
  Brevi Cenni sul Fine Vita  
  Glossario del Fine Vita  
     
     
     

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